IL CASELLO DELL’ACQUA POTABILE

In questi giorni sono in corso i lavori per spostare il casello dell’acqua potabile di via Giovanni XXIII, per i quali il Comune spenderà ben 65.000,00 euro, di cui solo la metà sarà rimborsato dalla Teva, che ne fa’ in parte uso, e che poi pagherà un canone di affitto.

Il Comune ha giustificato l’intervento sostenendo che il il funzionamento delle pompe, recherebbe disturbo alle abitazioni limitrofe.

E’ più che legittimo il diritto di ogni cittadino di vivere senza essere disturbato da rumori molesti, siano essi pompe idrauliche o mine fatte scoppiare, quello che non ci quadra sono però i tempi dell’intervento e la sua reale necessità.

Il casello si trova in quel luogo da decenni, ma il problema della rumorosità è sorto solo ora, dopo che la Cooperativa Bulciago ’80, ha incautamente costruito a ridosso di tale manufatto.

Quando hanno costruito gli edifici non hanno visto il casello?

Ora ci sembra ingiusto fare gravare su tutti i cittadini i costi di tale decisione, tanto più che non siamo neppure certi che il problema esista veramente, visto che non sono stati fatti specifici accertamenti o misurazioni sulla rumorosità.

In ogni caso, se il problema esisteva, poteva essere risolto in altro modo.

Infatti sarebbe stato più logico insonorizzare il casello, lavoro infinitamente meno costoso e che avrebbe evitato di andare ad intaccare l’area boschiva ove si stà ora riposizionando il nuovo manufatto.

Quel che è certo è che il Sindaco ha preferito spostare il casello dell’acqua piuttosto che utilizzare tali risorse per trovare finalmente un rimedio al problema dell’acqua gialla che esce dai rubinetti delle nostre case, fenomeno che, con l’andare del tempo, si è sempre più aggravato e di cui ne paghiamo tutti le conseguenze utilizzando l’acqua per bere o per cucinare.

Il casello situato a ridosso della "Cooperativa Bulciago 80"
Il nuovo casello